La Danimarca vieta permanentemente l'allevamento di visoni da pelliccia

La Danimarca ha rinunciato a una deroga europea e ha confermato un divieto permanente sull'allevamento di visoni da pelliccia, ponendo fine a un settore quasi azzerato dai massicci abbattimenti durante la pandemia.

La Danimarca ha confermato un divieto permanente sull'allevamento di visoni da pelliccia, ponendo fine a un'industria che un tempo rendeva il Paese il maggiore esportatore mondiale. La decisione fa seguito alla scelta del governo di ritirare una controversa richiesta di esenzione dall'Unione Europea. In base al nuovo calendario, il divieto legislativo entrerà in vigore il 7 agosto del prossimo anno, con un periodo di transizione di due anni volto a chiudere tutte le attività rimanenti entro l'agosto del 2029. La mossa inverte i piani precedenti del governo precedente, che aveva cercato di proteggere gli allevatori dopo che l'Unione Europea aveva classificato i visoni come specie invasiva nel 2025. A seguito delle elezioni nazionali di giugno, il nuovo governo di coalizione ha riesaminato la politica e ha deciso di non perseguire un regime speciale di allevamento. Il ministro danese della Natura, Christian Rabjerg Madsen, ha dichiarato che un'attività non dovrebbe continuare semplicemente perché esiste da molto tempo, aggiungendo che deve anche avere un senso per la società, l'economia e gli animali. La deputata socialdemocratica Brigitte Vind ha definito la giornata positiva per il benessere animale e ha confermato che la rinuncia alla richiesta di deroga è stata la decisione assolutamente giusta. Le associazioni per la protezione degli animali hanno celebrato la svolta, con la vicepresidente senior di PETA, Mimi Bekhechi, che ha descritto il risultato come un altro chiodo nella bara del commercio di pellicce. La Danimarca era precedentemente il leader globale nella produzione di visoni, esportando massicciamente a Hong Kong e nella Cina continentale. Tuttavia, il settore nazionale è collassato durante la pandemia di coronavirus, quando un ceppo virale mutato ha portato all'abbattimento di circa 15 milioni di animali. Sebbene i ministri abbiano ammesso in seguito che l'abbattimento d'emergenza era privo di base legale, il commercio non si è mai ripreso, lasciando oggi nel Paese solo sette allevamenti e circa 15.000 visoni. La chiusura delle attività superstiti richiederà un indennizzo statale, e i rappresentanti della coalizione stimano che il costo per i contribuenti sarà di circa 14 milioni di corone danesi, pari a circa 1,56 milioni di sterline, sebbene le spese finali potrebbero aumentare. La decisione assesta un altro colpo a un'industria già abbandonata dalle principali case di alta moda a favore dei tessuti biologici.

Tradotto dall'originale inglese.

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